Light Gallery collezione GP Marco Pollice

GP sospensione design Marco Pollice

Lampade da tavolo, sospensione e terra, disegnate da Marco Pollice realizzate in ottone satinato e nell’azzurro Pollice, il nuovo colore legato al tema della luce e salute. Nell’era del nuovo modo di guardare alle cose, che fa del futuro un presente già in atto, che non cerca altro tempo per diventare garante della nostra salute, l’illuminazione si presta ad un ruolo di responsabilità inequivocabile e non più sottovalutabile perchè si è già detto tutto e non si può prescindere dalla buona illuminazione e dal rispetto per il nostro ambiente se si vuole continuare a stare bene o cominciare a farlo.

Dunque anche il design si fa circolare a tutela degli sprechi, di ogni genere, rivalutando, rigenerando, dando nuova vita all’esistente,

Marco Pollice si fa portatore di questo concetto di design circolare e presenta pezzi di luce incantevoli, generati dalla storia della pollice quella più lontana che ha radici nei primi decenni del ‘900 ed in quella più recente e personalissima. Le lavorazioni artigianali portano nuovi materiali e colori, frutto di studi sul colore e sulla riflessione per pezzi che entrano a far parte della Luxury Limited Edition Light Gallery di pollice illuminazione.

Light Gallery collezione Cubo 400 terra design Marco Pollice

Cubo 400 terra- ottone

Cubo terra. Lampada da terra, disegnata da Marco Pollice realizzate in ottone satinato, ottone lucido, bronzato chiaro e nell’azzurro Pollice, il nuovo colore legato al tema della luce e salute..

Nell’era del nuovo modo di guardare alle cose, che fa del futuro un presente già in atto, che non cerca altro tempo per diventare garante della nostra salute, l’illuminazione si presta ad un ruolo di responsabilità inequivocabile e non più sottovalutabile perchè si è già detto tutto e non si può prescindere dalla buona illuminazione e dal rispetto per il nostro ambiente se si vuole continuare a stare bene o cominciare a farlo.

Dunque anche il design si fa circolare a tutela degli sprechi, di ogni genere, rivalutando, rigenerando, dando nuova vita all’esistente,

Marco Pollice si fa portatore di questo concetto di design circolare e presenta pezzi di luce incantevoli, generati dalla storia della pollice quella più lontana che ha radici nei primi decenni del ‘900 ed in quella più recente e personalissima del suo percorso progettuale.. Le lavorazioni artigianali portano nuovi materiali e colori, frutto di studi sul colore e sulla riflessione per pezzi che entrano a far parte della Luxury Limited Edition Light Gallery di pollice illuminazione.

Light Gallery dialogo con Milena e Stevan Tesic

Marco Pollice porta avanti da anni un dialogo interdisciplinare con architetti internazionali, designer e artisti coinvolgendoli nella creazione di lampade, opere d’arte, oggetti di design ai quali applica la tecnologia innovativa, realizzati artigianalmente in Italia e certificati.


isid est, isid ovest, Una scatola magica, così possiamo definire la lampada da parete Isid , disegnata dagli architetti Milena e Stevan Tesic. Nata inizialmente da un percorso autonomo rispetto alla luce, frutto di sperimentazioni di geometrie spaziali su alcuni oggetti, la luce le ha dato la possibilità di rinascere come scultura luminosa. La sua forma rappresenta sia deformazioni prospettiche che deformazioni ottiche, due componenti che convivono rendendo la lampada sempre attiva ai meccanismi della percezione e della visione, dando così un ruolo di primo piano a chi la osserva. La doppia cornice permette alla luce di filtrare creando un gioco di luci e ombre, stupisce come, anche se di metallo, le angolazioni ci appaiano morbide. Tre sono le versioni della lampada: 30/45/90 mm con una profondità di 120 mm, disponibile in metallo verniciato bianco RAL 9003 opaco, le sorgenti luminose sono di nuova generazione a Led E27, 2700K.

Light Gallery dialogo con Massimo Uberti

Marco Pollice porta avanti da anni un dialogo interdisciplinare con architetti internazionali, designer e artisti coinvolgendoli nella creazione di lampade, opere d’arte, oggetti di design ai quali applica la tecnologia innovativa, realizzati artigianalmente in Italia e certificati.

Con l’artista della luce Massimo Uberti, i Quadri di Luce d’ispirazione pontiana, filo rosso che collega ogni creazione nella Light Gallery, diventano vere opere d’arte. Massimo Uberti ci regala sculture di luce tratte dalle sue più illustri esplorazioni artistiche dedicate al tema dell’abitare, della soglia, della casa: metafisici luoghi oltre l’apparenza., al di là dell’ovvio, del puro fenomeno che si rende visibile ai nostri occhi.

E’ così che sono nate le lampade di poetica bellezza LightGate e LightHouse

Light Gallery dialogo con Giuseppe e Lazzaro Raboni, Marco Zanuso Jr

Marco Pollice porta avanti da anni un dialogo interdisciplinare con architetti internazionali, designer ed artisti coinvolgendoli nella creazione di lampade, opere d’arte, oggetti di design ai quali applica la tecnologia innovativa, realizzati artigianalmente in Italia, numerati e certificati.

“ Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia. Il vero amore è una quiete accesa”. Giuseppe Ungaretti

«NoName è una «lampada realizzata a tre mani» — dicono gli autori Giuseppe Raboni, Lazzaro Raboni e Marco Zanuso Jr. «Di derivazione pontiana, una scommessa fatta con Marco Pollice, quella di riuscire a citare Gio Ponti senza essere eccessivamente letterale. Abbiamo immaginato questo quadro di luce che avesse, rispetto ai Quadri di Luce di Gio Ponti, due caratteristiche fondamentali in più: la prima è la modularità e la possibilità di configurare geometrie, sia nella aggregazione dei singoli elementi, sia nella possibilità di ruotare la lampada grazie alla simmetria dello schermo che moltiplica la possibilità di configurazioni diverse, la seconda è data dalla tecnologia innovativa della sua luce».

NoName è un oggetto nato nel 2013 per essere montato a parete con una struttura in essenza proprio perché era una sorta di crasi tra una lampada ed uno scrigno e poi col tempo sperimentata in finiture diverse con i metalli, l’ottone presentato al Fuorisalone 2019 e oggi in una nuova versione da tavolo NoNameT.

NoName T è un modulo quadrato, composta da due scocche ad incastro: una piccola architettura sofisticata, una sorta di legno assemblabile con moduli e configurazioni differenti. All’interno la tecnologia LED dim to warm.

La versione in legno, realizzata da Crespi Design, è disponibile nelle essenze wengé, iroko zebrano, olmo e noce, mentre la versione in marmo realizzata da Tebaldi graniti e marmi, è in calacatta, marquinia e zebrino striato. A completare la composizione, un cavo di alimentazione rivestito in tessuto di diverse colorazioni che diventa elemento decorativo, agganciato a un morsetto che serve per fissare la parabola a cui è ancorata la sorgente luminosa.

Ogni lampada è in edizione limitata, numerata e certificata.

Light Gallery dialogo con Florencia Costa

Marco Pollice porta avanti da anni un dialogo interdisciplinare con architetti internazionali, designer ed artisti coinvolgendoli nella creazione di lampade, opere d’arte, oggetti di design ai quali applica la tecnologia innovativa, realizzati artigianalmente in Italia, numerati e certificati.

FC01 e FC02, quadri di luce in ottone disegnati da Florencia Costa, architetta e designer di origine argentina, dalla ricca esperienza professionale. Il lavoro della designer indaga, in particolare, il ruolo compositivo della luce, dove la sapiente alternanza di luce e ombra esalta gli aspetti più “materici” del costruire. Nelle FC01 e FC02, prodotte in edizione limitata, la luce è infatti trattata come una materia, con consistenza e corporeità proprie, in grado di affascinare.

FC01 parete è caratterizzata da un piano in ottone, leggermente scostato dalla cornice, che ritaglia un vuoto centrale curvilineo o tondo, mentre a rendere unica la FC02 è una sottile superficie specchiante sospesa nel vuoto. In entrambe le sculture luminose la luce filtra oltre gli schermi frontali esaltandone i
confini, dialogando con l’ombra, invitando lo sguardo ad andare oltre, a esplorare la profondità dei volumi.

“Sono quadri di luce, sono delle esperienze: colore, intensità, temperature… Sono dell’ordine dell’esperienza soggettiva. Non sono oggetti. Le forme che ritagliano questa luce sono delle sculture, delle composizioni spaziali, la cui percezione cambia se sotto luce naturale o artificiale” Florencia Costa

Light Gallery dialogo con Gio Ponti

Marco Pollice porta avanti da anni un dialogo interdisciplinare con architetti internazionali, designer e artisti coinvolgendoli nella creazione di lampade, opere d’arte, oggetti di design ai quali applica la tecnologia innovativa, realizzati artigianalmente in Italia e certificati.

“Qualche divertimento non è da escludere nell’arredare: è un antica tradizione”.
Questo affermava Gio Ponti alla fine degli anni ‘50, quando venivano progettati i Quadri di Luce, una serie di splendidi pezzi, lampade incorniciate, che il grande maestro utilizzava come complementi d’arredo nelle case più prestigiose, come Villa Planchart, o nella clinica La Madonnina e nella Chiesa di San Francesco d’Assisi a Milano, per citare alcuni esempi. Pollice Illuminazione li ha riprodotti con licenza della Fondazione Ponti, dal 2013-2017 artigianalmente, (per farne uno occorrono ben diciassette passaggi diversi!), ma con la tecnologia più innovativa. Realizzati a partire dai disegni originali di Gio Ponti, in ottone lucido o bronzato chiaro e nella versione blu come quelli dell’Hotel Parco dei Principi a Sorrento, sono in edizione limitata e numerata. Oggi ne esiste ancora un numero limitato fino ad esaurimento pezzi.
Più che lampade, si potrebbero definire magnifici contenitori di luce perché, se riconosciamo la parte dedicata al divertissement, ci rendiamo subito conto che anche qui l’essenza è data dal rigore, fondamento portante di tutto il lavoro del grande architetto, prima di tutto nelle forme primarie: quadrato, rettangolo, esagono irregolare, sole; successivamente nelle linee: quelle delle cornici, nette, precise e simmetriche nel loro dialogo.

Nello studio delle forme, Gio Ponti lascia il rigore, l’organizzazione, la delicata bellezza, la precisione delle forme, la leggerezza data alla materia per inventare un grande gioco, nel gioco: l’emozione di lasciar comporre liberamente il posizionamento dei Quadri di Luce, ovvero il rettangolo può essere orizzontale o verticale, l’esagono può girare su se stesso all’infinito, così come può fare il sole, a parete o a soffitto.
Una riedizione in tutti i sensi perché Gio Ponti e la famiglia Pollice condividono una lunga tradizione fatta di idee e lavoro. La collaborazione inizia con l’ingegner Ugo Pollice negli anni 50, ma è dagli anni 30 che l’ingegnere e l’architetto condividono alcune idee rivoluzionarie per l’epoca, prima fra tutte la produzione in scala industriale; così come Ponti non vuole arredare, ma vuole “la produzione dell’arredamento”, Pollice inizia a produrre su scala industriale lampade per l’illuminazione
razionale, quello stesso senso di razionale che è alla base di tutto il lavoro di Ponti. Sarà una collaborazione fruttuosa che li porterà a firmare dei lavori insieme. E che oggi vede gli eredi delle due famiglie ancora uniti per continuare la tradizione.
La riedizione di questi pezzi ha comportato un approccio filologico al disegno dell’architetto, grazie agli eredi del maestro, Salvatore Licitra e Paolo Rosselli, si sono cercati negli archivi di Gio Ponti i disegni originali con l’indicazione dei materiali e del loro grado di finitura, il tono del bianco da usare e il grado di
lucidatura dell’ottone.

I Quadri di Luce sono di una modernità puntuale,
basterebbe un solo pezzo per cambiare l’intera percezione di una delle nostre case, oggi, e ci inducono,
ancora una volta, a fare i conti con l’importanza dell’illuminazione di un ambiente e per cui sulla capacità
della luce di influenzare direttamente l’individuo.